Abbiamo attraversato il
territorio glorioso e tormentato della Campania sul versante interno, lungo la
direttrice pianeggiante che si incunea tra i rilievi a Sessa Aurunca, segue la
valle del Volturno fino a Capua, costeggia la fertile zona dell’agro aversano incrociando
Caserta e lambisce la piana del nolano condensata tra i monti del Partenio e il
cono del Vesuvio. Finita la pacchia della pianura, ci siamo poi inerpicati fino
ad Avellino addentrandoci nell’Irpinia.
lunedì 31 marzo 2014
Briciole di Campania
mercoledì 26 marzo 2014
Le buone pratiche alla Fattoria Mardero
L’eurovelo7 ci regala di nuovo scorci
memorabili del nostro bel paese.
martedì 18 marzo 2014
Come le api salveranno il Campidoglio
Per questo suo incanto allucinogeno
che ammalia tutti gli occhi – dagli ingenui strabiliati dal multiforme ingegno
che l’uomo ha manifestato nel corso delle sue epoche alterne di splendore e
miseria, ai cultori della bellezza che nelle stesse vestigia di eternità
contemplano il riflesso sbiadito e decadente del loro disgusto snobista – la
città eterna è un luogo in cui molti, forse tutti, desiderano arrivare a un
certo punto del viaggio, vuoi per cambiare aereo e volare verso nazioni più
accoglienti, vuoi per lanciare uno scellino nella fontana di Trevi, vuoi per
capriccio, per forza o per pellegrinaggio: tutte le strade portano a Roma.
Arrivarci in bicicletta, comunque,
fa un certo effetto.
venerdì 14 marzo 2014
Tesori d'acqua, pietra e fuoco lungo il sentiero del sole
Così recitano i versi di un poeta
del Cinquecento incisi nel tufo di una panca etrusca, che giace coperta di
muschio all’ingresso del Giardino di Bomarzo. Sembrano le parole più indicate
per introdurre il suggestivo territorio della Tuscia, coperto di
boschi e noccioleti, grondante in ogni zolla d’acqua e di storia, disseminato di
borghi millenari intagliati nella roccia lavica e dei laghi più belli d’Italia.
mercoledì 12 marzo 2014
A caccia di segni
Stamattina mi è venuta la prima
crisi di nervi. Ho freddo, sono stanca, non ho voglia di pedalare.
Neanche il sole che splende
sfavillante riesce a scaldarmi le ossa, neanche queste fioriture esagerate che
dappertutto occhieggiano invitanti riescono a consolarmi. Mi tornano in mente
solo gli ammonimenti dei parenti che mi rimproverano di perdere tempo, di
essere inconcludente e immatura. Penso a un’amica turca che qualche mese fa mi
ha letto il destino in un fondo di caffè: parlava di splendidi segni che mi avrebbero
preso per mano e mostrato la via.
Ma oggi ho freddo, sono stanca, lascio
pedalare Alessandro che mi tira le gambe sulla strada tutta saliscendi.
Rimaniamo disorientati.
Alessandro lo apostrofa così: «Vai a caccia?» «Sì», risponde, «di vampiri».
È Antonio, è partito qualche
settimana fa da Castiglione della Pescaia. Va in pellegrinaggio a San Giovanni
Rotondo, in Puglia, a piedi. Con il cane, uno zaino più grande di lui, una
valigia in una mano e una busta nell’altra. Un tipo che ti tira su il morale. «Ah,
fate il giro del mondo in tandem? È già qualcosa».
Riparto più rilassata. Il sole
splende alto, la mimosa sprigiona il suo polline di luce e miele, sulla strada
con noi c’è Antonio il pellegrino. I segni ci sono, e ci sorridono.
venerdì 7 marzo 2014
Pitigliano, tra le vie cave e collezioni d'insetti
In effetti questa gigantesca
stalagmite di tufo intagliato che si erge solenne dalle scure valli boscose è
un mondo a parte, pare un presepe scolpito nella roccia in tempi immemorabili.
Quando arriviamo al tramonto, i mitici uccelli di Pitigliano anneriscono il
cielo violetto d’un’agile nuvola animata che svolazza irrequieta dal paese e i
suoi palazzi merlati alla foresta e i suoi meandri misteriosi.
giovedì 6 marzo 2014
Gli eroi del lago di Bolsena
Cambiata direzione, cambia anche
il vento, così allo Scirocco che ci ha sciroccato con il suo alito torbido e
tiepido si passa alla Tramontana che ci fa tramontare la ragione con le sua
staffilata netta e tagliente dritta in faccia.
lunedì 3 marzo 2014
La civiltà etrusca, il fiume Fiora e l'idroelettrico
Ma cosa non si fa pur di evitare
l’Aurelia! Così, salutata la laguna ridente di sole e di vento, ci siamo messi
in sella in direzione di Vulci,
attraverso la scorciatoia detta “Del Corridore”, che si snoda nella campagna rigogliosa
dell’Etruria di prati arati, pascoli verdeggianti e tappeti sconfinati di
favino e camomilla.
Il percorso è una goduriosa strada bianca che scorre amena e deserta tra poggi e fossi sfavillanti nell’aria profumata già di maggio, ma nei tratti sterrati il nostro tandem rivela tutti i limiti del modello da corsa: la densa argilla di questa terra grassa e florida si compatta in spesse zolle pesanti e appiccicose sotto le suole, le ruote, i freni, i parafanghi, insomma su tutte le superfici dove riesce ad aggrapparsi, rendendo la marcia praticamente impossibile. Man mano che ci impantaniamo sempre di più, ci risuona nelle orecchie l’ammonimento profetico lanciato dal pastore: «Di sicuro vi sporcate le scarpe». In effetti, ci vuole un’ora di idrante per pulire di nuovo la bicicletta.
sabato 1 marzo 2014
L'oasi di Burano
La pioggia, a dire il vero, è
soltanto una scusa: il Libeccio impetuoso che spira costante da sud sgombra il
cielo d’ogni traccia d’umido, concedendoci terse notti stellate e giornate
assolate sempre più lunghe.
Ci prendiamo una pausa di
assoluto godimento: la tenda è piazzata davanti al centro visite dell’oasi del wwf del lago di
Burano – la prima ad essere istituita in Italia nel 1980 – che preserva uno
dei tratti costieri incontaminati meglio conservati della regione; il tramonto
brumoso si accende dello stormire garrulo di schiere multiformi d’uccelli, che
si radunano in massa tra le fronde a lanciarsi commenti acuti sulle proprie peripezie
quotidiane e a sfottere con lunghi fischi striduli e allegri i loro cugini
acquatici che sguazzano placidi tra i canneti ondeggianti; al crepuscolo
s’innalza maestoso il concerto sinfonico delle ranocchie, che salutano dal raso
iridato di fossi e acquitrini il velluto lucente del firmamento trapunto del
bagliore opalescente di imperscrutabili sciami siderali.
lunedì 24 febbraio 2014
Biciclando la Maremma in fiore
Davanti a me la tua schiena mi
protegge dagli attacchi continui dell’aria tagliente. Osservo le traiettorie
traballanti degli insetti aggrappati al tessuto che ti riveste, ora giallo ora
rosso a seconda dell’umore del tempo, e penso a quanti chilometri ci
accompagneranno sul nostro trabiccolo rosso questi insostenibilmente leggeri
esserini pieni di zampe, prima di essere inghiottiti di nuovo dal respiro del
vento che li ha posati sul mio scudo di carne e stoffa perché ci fossero
inconsapevoli e garbati compagni di viaggio.
Iscriviti a:
Post (Atom)