A chi verrebbe in mente di
partecipare ad un raduno di ciclisti urbani proprio a febbraio e proprio nella
non proprio mite città di Bologna? Naturalmente a noi, che ci siamo venuti
appositamente in tandem da Prato. E come a noi, ad altre centinaia di ciclisti
provenienti da tutta Italia, per i quali la bicicletta non significa soltanto
viaggi, sport e tempo libero, ma è anche
e soprattutto un mezzo indispensabile nella vita quotidiana, per andare a
lavorare, portare i bambini a scuola, fare la spesa. Piazza Maggiore è stata
così invasa da un variopinto popolo di ciclo-entusiasti, che hanno per una
volta avuto uno spazio tutto per sé per incontrarsi, confrontarsi in una serie
di gare a pedali all’insegna del divertimento, e far sentire la loro voce troppo
spesso soffocata dal rumore frastornante del traffico cittadino.
È questo il
senso di Bici Senza Frontiere, la
manifestazione che si è tenuta a Bologna l’8 febbraio in occasione del secondo
anniversario dalla nascita del movimento #Salvaiciclisti,
che negli ultimi due anni ha portato alla ribalta, sui media nazionali e nell’agenda
di governo, i temi della mobilità ciclistica e della sicurezza stradale.